Montello - il bosco dei dogi

Da Bavaria alla Valle delle Tre Fonti

Capitello Madonna del Bosco

Partiamo dalla piazza di Bavaria e prendiamo Via Genio Zappatori, seguendo il viale alberato di tigli; appena passato il ponte sul “Canale della Vittoria”, svoltiamo a sinistra per Via G.B. Canal, dove è possibile ammirare esternamente Villa “Soglio-Antonini-Vagliano” affrescata da G.B. Canal (una delle poche ville venete della zona restata incolume alle distruzioni della Grande Guerra).

Proseguiamo ora in leggera salita fino ad arrivare al piazzale della chiesa di Bavaria (chi vuole accorciare il percorso può partire anche da qui). Da proseguiamo per Via U.Sacco-presa 3 fino al “Capitello Madonna del Bosco”, dove giriamo a destra; dopo circa 100 metri una stradina sterrata a sx si inoltra fino alla “Buxa delle Rane”, un invaso di tipo carsico montelliano con un ecosistema caratteristico delle aree umide e che contiene vari organismi vegetali e animali.

Con una piccola deviazione, poco più avanti nella valletta a destra, una croce ci indica il punto in cui cadde l'aereo del celebre aviatore italiano Francesco Baracca, durante le cruente fasi della Grande Guerra. Il ritrovamento del luogo esatto della caduta del pilota italiano, è stato reso possibile grazie alle minuziose ricerche dell’associazione “Battaglia del Solstizio”.

Torniamo alla strada sterrata e proseguiamo passando vicino ad una casa diroccata per poi reimmeterci nuovamente sulla strada asfaltata Via Lama - presa 4. A questo punto giriamo a destra e camminando per circa 1 km arriviamo alla Valle delle Tre Fonti, godendo lungo questo tratto, di bei colpi d’occhio sulle Prealpi trevigiane.

Si scende verso il fondo della dolina dove si trova la “Fonte dei Frati”, probabile luogo di approvvigionamento d’acqua della Certosa del Montello, costruita nel 1340 ma di cui oggi rimangono solo dei muri di contenimento all'interno di un proprietà privata sovrastante la Fonte.
Di fronte alla fontana un po’ più in alto, c’è la Grotta di San Girolamo, storicamente utilizzata come primo ricovero dall’eremita Giovanni nel XIV secolo, e ove è ancora possibile ammirare le nicchie scavate nelle pareti.

Qui finisce la nostra passeggiata e per ritornare seguiamo lo stesso percorso dell'andata. Il percorso, della durata di circa 2 ore tra andata e ritorno, si snoda per la quasi totalità sulle “Prese” asfaltate del Montello ed è adatto a tutti.

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